Una scuola incantata e indignata

maggio 6, 2013 § Lascia un commento

  andrea de lotto *

éL’occupazione di una scuola dell’infanzia, Encants, “Incanti”, a Barcelona contro i tagli e per la qualità.

La scuola del Encants (http://www.escoladelsencants.cat/ceip/) è nata quattro anni fa. E come nascono qui le scuole pubbliche, si inizia con i piccini di tre anni. L’anno dopo ci saranno quelli di tre e di quattro e via così, ogni anno la scuola cresce. Come una piantina. Un bel modo. La scuola ha lo stesso nome del grandissimo mercato “delle pulci” che, ogni due giorni, si tiene lì a pochi passi. Encants ha un progetto ambizioso, bello, importante. Curare l’accoglienza, i tempi, rispettarli, e poi i bimbi e le bimbe potranno muoversi liberamente per centri di interesse, spazi ben preparati. Educatrici che “si compromettono”, come si dice qui. Insomma, una scuola pubblica di qualità davvero alta; non a caso quando è aperta alle visite di altre insegnanti vede moltiplicarsi il numero di presenze, 100 – 150 ogni volta nel giro di un paio di anni. E poi progetti, partecipazione, grande coinvolgimento dei genitori. Una scuola attiva.

Il tutto, curiosamente, in “container”, sì perchè la scuola è nata così, e ogni estate viene un camion con gru che in poche ore aggiunge un modulo. Certo, c’è ancora la promessa della prossima costruzione… Ma con i tagli… Per ora si sta lì.

Scuola “attiva” significa anche che invita alla partecipazione, al coinvolgimento, alla critica e alla creatività. E di questi tempi nello stato spagnolo ce n’è bisogno. Ma tagli e qualità non sono compatibili: le richieste alle educatrici che vi lavorano crescono, le sostituzioni mancano, i fondi per i progetti, il sostegno, il materiale, scarseggiano. I genitori devono sempre più farsi carico o di volontariato dentro la scuola, o di coprire spese nuove. E se localmente la qualità viene erosa, nelle scuole di Catalunya la situazione potrà essere ancora più drammatica: 3.000 insegnanti precari già rimasti a casa, riduzione dello stipendio, aumento del numero di bimbi per classe e delle ore di lavoro, progressiva chiusura di molte scuole. Cose non così diverse da quelle che succedono da noi, in Italia.

Basta!

Bene: in questa scuola, dicono Prou!, Basta! La scuola la vogliamo pubblica e di qualità, è un diritto, viene prima dei tanti soldi spesi per sostenere banche che falliscono o linee ferroviarie di alta velocità. Nasce l’idea di occupare l’Encants, si discute, ne nasce una mediazione: 10 giorni di “semi-occupazione”, dal 18 al 28 aprile tutti i giorni, sabato e domenica inclusi, fino alle 22… Attività di animazione con i bambini tutti i giorni dalle 17 alle 19, poi gli incontri più “seri” con ospiti importanti: Arcadi Oliveres, docente universitario di economia, amato moltissimo per la sua intelligenza e disponibilità; Ada Colau, portavoce de la PAH, la piattaforma delle vittime delle ipoteche (http://www.youtube.com/watch?v=FwRvRbOr6P4); Teresa Forcades, una monaca benedettina medico che negli ultimi tre anni è diventata un personaggio di primo piano nella scena politica catalana, con le sue denunce contro le multinazionali nella sanità e il suo appoggio al movimento degli indignados (http://www.manifestiamo.eu/2013/03/06/la-cassandra-della-catalugna-ritratto-di-teresa-forcades-i-vila-suora-rivoluzionaria/); e poi è venuto Marcos, il lavoratore della Telefonica, intorno al quale si sono mosse nei mesi scorsi migliaia di persone per contrastare il suo ingiusto licenziamento, Marcos che con 4 compagni di lavoro fece 23 giorni di sciopero della fame (https://www.youtube.com/watch?v=Jy2fFPz_Gzc).

Storie diverse, che si incrociano, storie di resistenza. Come la presenza silenziosa dentro la scuola di Carmen, che aveva avviato una forma di lotta con parecchio séguito: lo sciopero contro l’aumento dei prezzi dei medicinali, che colpisce soprattutto deboli e pensionati (http://youtu.be/tJc94P59cEw).

E poi assemblee sul tema dell’educazione, sulle conseguenze dei tagli sulla salute mentale, sul debito, sui “media” e la democrazia, sulle lotte in atto dagli asili-nido alle università (attualmente a Barcellona sono occupati i rettorati di due facoltà…), sull’educazione libertaria.

Il tutto si è ben incastrato con il 25 aprile, giornata di lotta generale in molte scuole di Catalunya, e al “Encants” si è dormito dentro (http://www.youtube.com/watch?v=b-wAw13rsDk). E poi domenica 28 grande manifestazione contro les retallades, i tagli: varie “colonne”, come dicono qua, sono partite da differenti punti della città. Diritti sociali, sanità, educazione, casa (http://www.tv3.cat/videos/4554552/Manifestacio-contra-les-retallades-al-sector-public).

Genitori e educatrici di questa scuola hanno fatto un lavoro fantastico, potete verificarlo in questo blog (http://encantsenlluita.blogspot.com.es/). Certo, è tutto in catalano: ma questa è un’altra questione per la quale qui ci si batte, con forza; il catalano va difeso, e le scuole sono un buon baluardo.

Una considerazione importante: nelle piazze degli Indignados in questi due anni si sono viste soprattutto due generazioni: i ventenni e gli ultrasessantenni. Questa volta si stanno muovendo anche coloro che stanno in mezzo, con i loro piccini e le loro piccine, coscienti che o si lotta, o servizi pubblici come educazione e sanità saranno lentamente smantellati.

Buenas luchas.

* Maestro elementare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Una scuola incantata e indignata su Partecipazione.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: